Chivu toglie scuse, la società metta soluzioni

Raffaele Garinella's avatar

Di Mourinho e delle nostalgie non importa. Se sarà Benfica, bene: trasferta gestibile, senza voli intercontinentali o gelide notti scandinave a febbraio. Una partita come le altre, da affrontare con la solita fame di vittoria. Mourinho capirebbe: il calcio è professione, non poesia. Dopotutto é stato lui a dire che se la Juventus chiamasse, ci andrebbe.

Il prossimo avversario si chiama Cremonese, si chiama Davide Nicola. Una squadra difficile da affrontare dopo pochi giorni e con tante difficoltà. L’Inter rientra in mattinata dalla Germania e si allena nel pomeriggio, senza piagnistei. Perché Chivu non si lamenta. Non ha parlato di furti, non ha agitato il rigore regalato al Liverpool come bandiera di polemica. Ha detto solo: “Siamo dove meritiamo”. Fine. Nessun alibi, nessun fazzoletto di carta.

Ora tocca alla società. L’allenatore ha tolto alibi alla squadra, ma il club non può restare immobile. Serve un esterno destro, magari due se Luis Henrique dovesse salpare per l’Inghilterra. Il tempo stringe, il mercato finisce, gli impegni incalzano. Diaby? Perisic? Entrambi? Non è più questione di nomi, ma di volontà.

La volontà di Chivu, che ha scelto la via più difficile e più vera: niente lamentele, solo responsabilità. Ora la palla passa alla dirigenza.

Le immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da fonti pubblicamente accessibili in rete. Qualora la loro pubblicazione violasse diritti d’autore o altri diritti esclusivi, si prega di comunicarlo tempestivamente all’amministratore del sito. Provvederemo con sollecitudine alla rimozione del materiale segnalato.

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts