Gli stessi quotidiani che oggi puntano il dito contro l’Inter per l’uscita dalla Champions – perché, udite udite, avrebbe “osato” concentrare le energie sullo scudetto – sono gli stessi che un anno fa spiegavano con tono professorale che bisognava scegliere, che non si poteva chiudere una stagione senza un trofeo. E l’Inter, piaccia o no, ha scelto. Perché può permetterselo.
Dall’altra parte c’è la Juventus, celebrata per la prestazione ma comunque fuori dall’Europa. Una società che ha investito molto, con un monte ingaggi importante, e che oggi ha come obiettivo unico la qualificazione in Champions. A diciotto punti dall’Inter, fuori ai sedicesimi – proprio come l’Inter – e fuori anche dalla Coppa Italia, qualche tifoso bianconero trova comunque il tempo di filosofeggiare sull’eliminazione dei nerazzurri. Filosofia interessante, certo, ma un pò scollegata dalla realtà e dalla classifica.
Sull’eliminazione contro i turchi si può discutere quanto si vuole, ma il campo ha parlato. Fine della storia. E niente salmone stavolta: solo un kebab per il viaggio di ritorno. Qualcuno, persino a Napoli, ha trovato il modo di ironizzare sull’uscita dell’Inter. Dimenticando però un dettaglio non proprio trascurabile: il trentesimo posto nell’ultima Champions League. Trentesimo. Una posizione che ricorda più “Giochi senza frontiere” che le notti magiche di Coppa.
Poi ci sono i milanisti. Quelli veri, almeno. Loro tacciono, perché conoscono la loro gloriosa storia europea e sanno che sette Champions non si discutono. E proprio per questo, forse, sanno anche che passare il martedì e il mercoledì davanti a una serie tv non è esattamente il massimo. Gli altri – i milanisti “non doc” – parlano e scrivono. Potere dei social, che ormai hanno sostituito i peggiori bar di Caracas.
Alla fine la differenza resta una: l’Inter lotta per lo scudetto. Se lo vincerà o meno, lo dirà il campo. Il resto è rumore di fondo. Come avrebbe detto Totò: mi faccia il piacere. E in quella Napoli dove il Re resta uno solo – Maradona – certe lezioni di stile dovrebbero ricordarsele tutti.
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