Pasqua prende Pasqua dà.
Nell’uovo dello scorso anno la brutta sorpresa a Bologna al 94mo che costò lo scudetto, quest’anno la rinascita dopo un mese di passione.
La manita alla Roma ha una spiegazione stavolta semplice: quando la truppa è al completo e qualche senatore (Thuram e Barella) torna in campo lasciando a casa la controfigura, quando i valori effettivi tornano (quasi) al loro posto tutto diventa più facile.
C’era bisogno di una risposta, è arrivata.
Risposta di testa, dopo lo tsunami azzurro arrivata come una martellata sui passi falsi in campionato. Risposta di gamba, la ripresa comunica segnali confortanti dopo un primo tempo illuminato nei primi 5 minuti e poi paurosamente simile a quello di Firenze.
Risposta anche di cuore, le lacrime di Barella dopo aver trovato il primo gol del 2026, l’abbraccio della gente del Meazza a Bastoni linciato a sproposito e difeso (finalmente ma tardivamente) anche dalla società, confermano che questo gruppo ha valori forti e spalle larghe che permettono di fronteggiare anche momenti di gradi difficoltà.
La partita, e forse l’intero campionato, svolta quando Calhanoglu spara il suo missile sotto la trasversa di Svilar.
Dopo il gol fulmineo di Lautaro la Roma ha preso in mano la matassa della partita, il pareggio di Mancini ha riaperto la porta ai pensieri più neri figli del trittico horror derby-Atalanta-Fiorentina.
Il centrocampista turco ha il merito, immenso, di aver mandato negli spogliatoi i giallorossi con il morale sotto i tacchi apparecchiando il banchetto nerazzurro dei primi 10 minuti della ripresa.
La doppietta del capitano e la capocciata di Thuram dopo due mesi di digiuno hanno reso felice la Pasqua di un popolo assetato di sicurezze e rimandato l’indimenticabile Gasperini una volta ancora una volta a mani vuote.
Adesso c’è “solo” da ritrovare la necessaria continuità per spengere definitivamente le illusioni della concorrenza e dei suoi cantori a reti unificate.
Mi piace chiudere con un pensiero su Bastoni.
In questi anni ha dimostrato maturità, serietà, valori tecnici e umani importanti, assolutamente degni della tradizione interista.
Dopo la vicenda dell’espulsione di Kalulu e l’espulsione in Bosnia poi la macelleria dei social ha trasformato in un bersaglio da colpire in ogni modo e con le peggiori offese, a lui e alla sua famiglia.
Gli errori fanno parte dello sport da sempre, l’odio artatamente orchestrato contro il mostro nerazzurro pure.
Giacinto Facchetti morì con l’anima ferita dalle parole di chi lo voleva colpevole degli stessi comportamenti di Moggi e c..
Marco Materazzi per anni è stato oggetto delle peggiori offese su tutti i campi italiani, quelle più dolorose alla madre che aveva perso a 11 anni.
Anni dopo le sentenze hanno chiarito che Facchetti era ben altro rispetto al malaffare di calciopoli, Matrix addirittura costrinse 50 milioni di italiani a gioire per il suo gol e per il rigore alla Francia nella finale mondiale del 2006.
Bastoni ha le spalle larghe per lasciarsi scorrere fischi e offese sotto i tacchetti, il becerume che frequenta gli stadi si stancherà presto di dimostrare la propria stupidità.
Se e quando dovesse arrivare il 21mo sarà sufficiente un suo sorriso per chiudere la bocca degli stolti.
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