Gli eterni scontenti

Gli eterni scontenti
Gli eterni scontenti

Riepiloghiamo per gli eterni scontenti, quelli che si lamentano sempre, che considerano una squadra di calcio paragonabile a quelle che si costruiscono con fantasia e fanta soldi al Fantacalcio. L’Inter, quella reale, che investe soldi veri, ha costruito una squadra estremamente competitiva e, semmai qualcuno lo avesse dimenticato, il mercato non è ancora ufficialmente entrato nel vivo.

Ecco i colpi. Serviva un nuovo portiere, ecco Onana. L’estremo difensore camerunese è istinto puro. Colpo di Marotta, abile nel strapparlo all’Ajax a parametro zero. Con solerzia e maestria Marotta, Ausilio e Baccin avevano previsto l’addio di Perisic provvedendo ad ingaggiare Gosens, il miglior esterno sinistro in quel momento in circolazione. A destra è arrivato Bellanova, un giovane che crescerà e si formerà all’ombra di Dumfries. Serviva un vice Brozovic ed ecco il coniglio estratto dal cilindro: preso Asllani dall’Empoli, strappato ad una importante concorrenza, Milan su tutti. Serviva un’alternativa di lusso ai titolari di centrocampo ed ecco pronto Mkhitaryan a parametro zero dalla Roma.

It’s coming Rom. Marotta è l’uomo che realizza i sogni impossibili. La speranza di riabbracciare Lukaku c’è sempre stata, Marotta l’ha convertita in realtà. Lukaku è tornato a casa dopo aver finalmente compreso che si potrà anche tifare Chelsea da bambino ma che da adulti le priorità, anche affettive, cambiano. Lukaku ha dimostrato con i fatti di tenere all’Inter, di essere realmente – e non solo a parole – innamorato dei colori nerazzurri. Il gigante belga pur di tornare ha rinunciato a tanti soldi. Un gesto poco comune.

Le cessioni ci stanno. Fanno parte del gioco, rientrano nel concetto di sostenibilità economica che dovrebbe essere caro non solo a Marotta ma a tanti dirigenti. Ecco perché, pur a malincuore, di fronte ad un’offerta di 70 milioni è impossibile trattenere Skriniar. Se poi si riuscirà a rimpiazzare lo slovacco con Bremer e Milenkovic, il boccone sarà meno amaro. Impossibile scrivevamo, così come non si poteva rinunciare un anno fa ai 115 milioni per Lukaku.

I piangina. Nonostante lo straordinario lavoro di Marotta, Ausilio – a proposito buon compleanno – e Baccin, c’è chi ancora piagnucola perché non è arrivato Dybala. Grande calciatore l’argentino, ma se non uscirà qualcuno oltre Sanchez sarà complesso tesserare la Joya. La priorità era Lukaku, un centravanti in grado di garantire quella profondità che lo scorso anno avrebbe condotto ad un bottino ben più corposo dei miseri sette punti in sette partite. Il resto verrà, come le ciliegine che se ci sono è un bene, ma ciò che realmente conta è la torta. Gli eterni scontenti comprenderanno? Altrimenti ci sono le consolle con cui sbizzarrirsi.

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