Buon compleanno, Alvaro Recoba

El Chino esulta dopo un gol

Buon compleanno, Alvaro Recoba. Il talento uruguaiano appartiene alla categoria di quei calciatori che difficilmente abbandoneranno il cuore dei tifosi nerazzurri. Giunge a Milano nell’estate del 1997. Moratti ha rivoluzionato la squadra. In panchina è arrivato Gigi Simoni, allenatore galantuomo. L’uomo giusto per condurre l’Inter verso il tanto desiderato tricolore. Tra i colpi di mercato oltre a Ronaldo, Fenomeno prelevato dal Barcellona, figura anche un giovanotto di belle speranze proveniente dal Nacional di Montevideo.

El Chino. In Patria lo chiamano El Chino per via dei tratti somatici che ricordano quelli orientali. Dicono che abbia un sinistro potente e preciso. Alla prima di campionato, con l’Inter sotto di un gol a San Siro contro il Brescia, Simoni lo getta nella mischia al posto di Maurizio Ganz. Manca un quarto d’ora e l’Inter non può permettersi di staccare all’esordio. Passano appena sette minuti e Recoba pareggia. Viene servito e lascia partire un bolide da quasi trenta metri che non concede scampo all’incredulo Cervone. Finita? Neanche per sogno.

La doppietta al Brescia. Passano altri cinque minuti e l’arbitro Rodomonti di Teramo fischia un calcio di punizione in favore dei nerazzurri. Siamo oltre i trenta metri ma Recoba, nonostante la giovane età, dimostra di possedere le spalle larghe dei veterani. L’eccessiva distanza dalla porta non sembra rappresentare un problema. El Chino raccoglie il pallone, lo accarezza con cura prima di posizionarlo sul punto di battuta. La rincorsa è decisa, la battuta ancor di più. Il sinistro è benedetto dagli Dei del calcio e non può che accompagnare il pallone nel sette della porta dell’incolpevole Cervone. E’ il gol che vale il definitivo 2-1, primo successo in campionato per l’Inter di Simoni. Un calciatore dotato di indiscutibile talento, capace di far innamorare Massimo Moratti sin dai primi allenamenti. Un battesimo di fuoco per Recoba, alle prime di una serie di magie che lo accompagneranno di diritto nel Parnaso dell’Interismo.

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